
Oggi vi voglio parlare di un altro anime che ha qualche annetto, che ho ripescato da Netflix qualche settimana fa…Black Clover.
Dovete sapere che scelgo molto attentamente cosa guardare con mia figlia di 11 anni, perchè durante i nostri pranzi e cene in famiglia, ci piace molto condividere qualche anime che appassioni tutta la famiglia e che possiamo commentare insieme, e si dà il caso che questa serie TV sia proprio adatta a questo scopo.
Black Clover è un anime e manga shōnen scritto e disegnato da Yūki Tabata. Pubblicato per la prima volta nel 2015 sulla rivista Weekly Shōnen Jump, la serie ha guadagnato rapidamente popolarità grazie al suo mix di azione, magia e determinazione.

La trama (forse non così originale nell’incipit dopotutto) segue la storia di 2 bambini Asta e Yuno, abbandonati da neonati in fasce davanti ad una chiesa e cresciuti come fratelli orfani insieme ad altri trovatelli del piccolo villaggio ai confini del regno di Clover. Nel mondo in cui vivono Asta e Yuno la magia è tutto.
E qui viene il bello, perchè Yuno è un ragazzo prodigio dotato di un potente potere magico, mentre Asta è l’unico (apparentemente in tutto il mondo magico) a non possedere neanche un briciolo di mana né alcuna abilità magica.
Tuttavia, la sua determinazione e la volontà di non arrendersi mai, lo porterà ad ottenere un raro libro degli incantesimi (Grimorio) dalla copertina nera, con impresso un simbolo di un quadrifoglio a cinque foglie contenente l’Antimagia, che permettono ad Asta di annullare, tagliare e cancellare la magia degli avversari. Entrambi i ragazzi nutrono il sogno comune di diventare l’Imperatore Magico, una sorta di Ministro supremo della Magia, al servizio del Re del Regno di Clover e con questo intento, i due si imbarcano in un viaggio per diventare Cavalieri Magici, che risulterà pieno di insidie e rivalità.
La narrativa è spedita, in ogni puntata succede qualcosa di interessante, un flashback, un retroscena, una progressione del personaggio dal punto di vista del potere magico o dei sentimenti, il tutto condito da battute comiche e un’infinita schiera di personaggi ben caratterizzati, dal più serioso e nobile al più improbabile e divertente.
Le battaglie poi, risultano dinamiche e ben coreografate, con un’ottima progressione dei personaggi.
La morale dell’anime in qualche modo poi sottende ad insegnare come Asta, nonostante la sua mancanza di magia, dimostri che il duro lavoro, la dedizione e la fedeltà e costanza nei propri ideali, possa comunque competere con il talento naturale, raggiungendo vette inaspettate.

Se si supera il fatto che i primi episodi sono un po’ lenti (simili ad altri shōnen famosi, come Naruto, Fairy Tail, Bleach), che Asta nei primi episodi urla come un ossesso (il che è veramente fastidioso) e che la trama non nasconde svariati cliché del genere shōnen, l’anime è piacevole e divertente, con punte di drammaticità mai troppo truculente o di violenza inaudita.
La grafica è ben fatta, ma si vede che è un’anime con qualche anno di troppo al suo attivo.
In conclusione Black Clover è un battle shōnen solido, con un crescendo progressivo che lo rende coinvolgente nel tempo. Nonostante un inizio poco originale, e una trama lineare senza troppi colpi di scena, Black Clover riesce a distinguersi grazie a combattimenti spettacolari, situazioni esilaranti, personaggi carismatici e un buon ritmo narrativo. Aggiungo che non si può non affezionarsi ai Cavalieri Magici del Toro Nero, che sono veramente fuori di testa e non convenzionali per essere definiti dei cavalieri!
Se ami gli anime d’azione con protagonisti determinati e un forte senso di squadra, questa serie è sicuramente da recuperare!
Voto 7/10
Adatto a tutti, anche ad un pubblico di minori (+10)
